Nell'autunno 2007 la nostra associazione ha partecipato alla rassegna cinematografica Oltrelosguardo con un cineforum intitolato "Nessuno è figlio unico". Il tema del cineforum è quello dell'immigrazione, sia essa legale o clandestina, e di tutti i problemi e le opprtunità che essa porta con sè. Il cineforum è stato uno spunto per riflettere e discutere su questo tema ponendo un accento particolare sull'integrazione come soluzione auspicata di una convivenza serena e civile tra i popoli.
Le proiezioni sono state seguite da un dibattito stimolato dall'intervento di associazioni e persone che in qualche modo hanno avuto esperienze riguardo le tematiche discusse.
Il volantino del nostro cinefrum: download
Il programma dell'intera rassegna: download
4 novembre 2007 |
nuovomondo |
anolf-cisl |
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18 novembre 2007 |
l'odio |
ass. incroci |
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25 novembre 2007 |
lettere dal sahara |
ass. 3F |
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Nella primavera 2005 il Tricheco organizatto un cineforum multitematico. Il cineforum, strutturato in quattro proiezioni, mirava a fornire degli spunti di riflessione e di discussione riguardanti alcune problematiche "scottanti" per la società contemporanea: guerra, razzismo, disagio giovanile e povertà. Vi proponiamo qui di seguito alcune brevi recensioni dei film che sono stati scelti per questo evento.
13 aprile 2005 |
the city of god |
povertà |
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27 aprile 2005 | the believer |
razzismo |
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11 maggio 2005 |
fame chimica |
giovani |
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Ci troviamo nel quartiere della Barona, estrema periferia sud di Milano. In questa realtà viene messa in scena una tipica guerra tra poveri ed emarginati: da una parte, gli sfaccendati figli di emigrati meridionali, ragazzi spenti che non riescono neanche ad assurgere al ruolo di nuovi vitelloni, persi come sono dietro ad una quotidianità fatta di piccole violenze, canne e pasticche, e senza nemmeno la prospettiva di un sogno, sia esso anche solo quello di andarsene da lì; dall'altra parte ci sono gli extracomunitari, forse le vere vittime della realtà di quartiere, disprezzati da tutti non riescono e non vogliono integrarsi. In mezzo, i "bravi cittadini", che riescono alla fine, grazie all'aiuto di un assessore fascistoide con i grido di battaglia "tolleranza zero", a far erigere la cancellata che avrebbe dovuto limitare lo spaccio e il degrado in piazza Gagarin. Questi finiranno poi per accorgersi (grazie ad una delle scene cardine di tutto il film) che quel nuovo "muro" uccide anche la loro libertà, che non serve a niente nascondere un malessere, un disagio stampato dentro l'anima delle persone con una semplice cancellata. Manuel e Claudio sono i due protagonisti, si conoscono dall'infanzia, un amicizia a prova di fascisti, poliziotti cagasotto o caporali e tradimenti del cuore. I due sono stati ben presto costretti a cavarsela da soli nella dura realtà di periferia, sono ragazzi in gamba e molto maturi, ma come denunciano più volte durante il film, queste doti non servono a nulla nella vita : "progettualità zero, zero futuro e zero prospettive". Il loro modo di reagire alla triste realtà è molto diverso: Claudio appare intellettualmente molto attivo, ha un lavoro precario dove si sente sfruttato, frequenta i centri sociali, si ribella all'idea che per ognuno esiste una strada prestabilita a seconda della classe sociale a cui appartiene e pensa perciò che valga la pena correre dei rischi pur di trovare una via diversa; Manuel, invece, si è costruito un sistema di valori tutto suo che lo rende diverso dagli altri sfaccendati della piazza, vive spacciando e commettendo piccoli crimini con i quali riesce a rincorrere le classi benestanti, ad avere una vita fatta di lussi, di vestiti all'ultima moda e profumi da "bellafiga". Nelle loro vite irrompe una ragazza che, con il fascino enigmatico della ragazza controcorrente, finirà per catture l'attenzione e i cuori dei due amici. Maja, questo è il suo nome, è stata per molto tempo lontana dal quartiere (forse anche per questo appare più infantile rispetto ai due) ed ora che è ritornata, non vede l'ora di scappare a Londra per rifarsi una vita. Claudio, Manuel e Maja, anche se apparentemente molto diversi, risultano essere molto simili, infatti, non appartengono ormai più a nessun gruppo, sono individualisti ma nello stesso tempo bisognosi di affetto, di sentirsi importanti e percepiscono confusamente che qualcosa si può ancora cambiare senza fuggire dalle proprie responsabilità. Probabilmente molti benpensanti non sanno nemmeno cosa sia la "fame chimica", bhè, è la sensazione di fame che ti assale dopo aver fumato marijuana. La Fame Chimica, invece, di cui si parla del film è il bisogno di ciò che non si ha, è una fame che, come dice lo Zulù (leader dei 99 posse), non si sazierà mai. Consiglio a tutti di venire al nostro cineforum dove Fame Chimica sarà proiettato, avrete la possibilità di guardare un film senza eroi, senza buoni, nè cattivi e che racconta le contraddizioni, le luci e le ombre di tutti i personaggi che ruotano intorno al microcosmo della periferia. Un film che tratta di droga, di sbandati, di falliti, di marocchini, di nazistelli, di centri sociali, di zecche, di tutto un mondo sconosciuto ai "bravi bambini" cresciuti nelle famiglie perbene, di una realtà che esiste e che ha un'anima ben precisa, l'anima dei suoi protagonisti. Naza | |
25 maggio 2005 |
dottor stranamore |
guerra |
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Piena guerra fredda. Lo psicopatico e guerrafondaio generale Jack Ripper,
convinto di un imminente attacco atomico russo, ordina ai suoi
bombardieri di sferrare l'offensiva. Paul | |