cineforum 2007: NESSUNO E' FIGLIO UNICO

Nell'autunno 2007 la nostra associazione ha partecipato alla rassegna cinematografica Oltrelosguardo con un cineforum intitolato "Nessuno è figlio unico". Il tema del cineforum è quello dell'immigrazione, sia essa legale o clandestina, e di tutti i problemi e le opprtunità che essa porta con sè. Il cineforum è stato uno spunto per riflettere e discutere su questo tema ponendo un accento particolare sull'integrazione come soluzione auspicata di una convivenza serena e civile tra i popoli.

Le proiezioni sono state seguite da un dibattito stimolato dall'intervento di associazioni e persone che in qualche modo hanno avuto esperienze riguardo le tematiche discusse.

Il volantino del nostro cinefrum: download
Il programma dell'intera rassegna: download

4 novembre 2007
nuovomondo
anolf-cisl


Inizi del Novecento. Sicilia: una decisione cambierà la vita della famiglia Mancuso, scegliere di lasciarsi il passato alle spalle e iniziare una vita nuova nel Nuovo Mondo. Salvatore vende tutto per portare i figli e la vecchia madre in un posto dove ci sarà più lavoro e più pane per tutti. Salvatore Mancuso, è uno delle migliaia di emigranti italiani che misero in gioco tutto. Non è un eroe, è un uomo semplice, ma guidato da una lucida consapevolezza che lo spinge ad affrontare il lungo e pericoloso viaggio attraverso l'oceano, per giungere a New York agli albori del XX secolo. Non va in cerca di grandi fortune, nè di gloria. Trovare un lavoro e una casa per i suoi familiari sono il suo unico obiettivo. Una sottile e allo stesso tempo fitta atmosfera di mistero avvolge l'intero viaggio: dai riti prima della partenza, alle cure che la madre di Salvatore riserva agli abitanti del villaggio affetti da strane patologie, riconducibili ad arcane presenze e spiriti, che da sempre accompagnano la vita dei contadini siciliani. Niente spaventa i Mancuso, nemmeno le minuziose analisi fisiche e psicologiche a cui gli immigrati dovevano essere sottoporsi una volta sbarcati, che sentenziavano il diritto a rimanere nel Nuovo Mondo o l'obbligo a tornare nel Vecchio...

18 novembre 2007
l'odio
ass. incroci


In un quartiere periferico parigino (i francesi li chiamano le citè), scoppia il vento della rivolta dopo il pestaggio del sedicenne Abel da parte della polizia. I giovani della banlieu scendono in strada e si battono tutta la notte con gli agenti. Tra loro ci sono tre amici: l'ebreo Vinz, il maghrebino Said e il nero Hubert, un trio di sfigati, disoccupati, arrabbiati e senza futuro. La giornata balorda dei tre giovani disperati ha inizio quando Vinz, che ha trovato una pistola d'ordinanza persa da uno sbirro durante gli scontri, decide di usarla. Diretto da Matthieu Kassovitz, un venticinquenne di talento, in un bianco e nero splendido, e parlato con un dialetto non facile da tradurre, L'odio è un film durissimo che ha totalizzato milioni di spettatori in Francia, ottenendo anche il premio per la miglior regia a Cannes nel 1994.

25 novembre 2007
lettere dal sahara
ass. 3F


Il viaggio di un ragazzo senegalese, Assane, che costretto a lasciare l'università perchè bisognoso di lavorare, decide di partire per l'Italia, affrontando uno dei tanti viaggi clandestini. Dopo un naufragio e l'approdo a Lampedusa, inizia a lavorare, in nero, nel sud dell'Italia, ma lui vuole altro e decide di trasferirsi a Firenze dove vive la cugina che ha un lavoro regolare ma che ormai ha dimenticato le sue tradizioni e la sua religione, e per questo la convivenza risulta difficile. Parte ancora, verso Torino dove ad attenderlo c'è un altro lavoro in nero, ma fortunatamente dopo un pò di tempo riesce ad ottenere il permesso di soggiorno ed a trovare un lavoro in fabbrica, ma si rende conto che per integrarsi completamente, l'unico modo è quello di rinunciare alla propria cultura...

cineforum 2005

Nella primavera 2005 il Tricheco organizatto un cineforum multitematico. Il cineforum, strutturato in quattro proiezioni, mirava a fornire degli spunti di riflessione e di discussione riguardanti alcune problematiche "scottanti" per la società contemporanea: guerra, razzismo, disagio giovanile e povertà. Vi proponiamo qui di seguito alcune brevi recensioni dei film che sono stati scelti per questo evento.

Download volantino!

13 aprile 2005
the city of god
povertà


La Città di Dio è un quartiere di edifici per abitazione costruito negli Anni Sessanta a Rio de Janeiro e divenuto già negli Anni Ottanta uno dei luoghi più corrotti e rischiosi della città e del Brasile, dominato dai "malandros", criminali adulti ma soprattutto ragazzini o bambini: furto, spaccio di cocaina, morte nelle guerre tra bande. In questo quartiere ha vissuto Paulo Lins, autore nel 1997 d'un libro molto bello (editore Einaudi) su quella realtà delinquenziale; Fernando Meirelles ne ha tratto il suo primo film, vicenda corale narrata in un andirivieni di fatti e personaggi diversi, interpretata da autentici ragazzi della Città di Dio, realizzata in uno stile straordinariamente forte e affascinante. Nella grande storia c'è un protagonista o almeno un personaggio-guida: un ragazzo troppo sensibile e timido per diventare un criminale, troppo intelligente per accontentarsi di lavoretti malpagati. Ne uscirà grazie a una forma d'arte (o a una forma di redenzione): diventerà fotografo, testimone e narratore del proprio sottomondo come lo è stato lo scrittore Lins. Intorno e accanto a lui, decine di figure di criminali assassini, vanagloriosi, indifferenti: c'è il bambino che ha cominciato a uccidere a meno di dieci anni ed è diventato un boss, c'è il ragazzo che tenta di imitare i coetanei ricchi, ci sono donne devastate, ragazze diffidenti. Il regista dice che nel quartiere si balla sempre, si ascolta musica, si lasciano porte e finestre aperte; che la povertà è assoluta ma la gente è anche felice, a meno che non lavori come narcotrafficante assediato dalla paura di morire. Fernando Meirelles non giudica l'epopea criminale, la guarda e la racconta; il suo stile, accusato d'un eccesso di glamour dato che prima di dirigere questo film ha lavorato molto nella pubblicità, è invece intenso, travolgente. E City of God appartiene a quella nuova ondata del cinema dell'America Latina (Brasile, Argentina, anche Colombia) che potrebbe rappresentare una rinascita importante.
DaLa Stampa, 12 maggio 2003

27 aprile 2005
the believer
razzismo


Il film, premiato al Sundance nel 2001 e accuratamente tenuto lontano dalle sale americane (la vecchia "censura" del mercato continua a funzionare ovunque), affronta, con uno stile secco, abbastanza originale, in alcuni momenti molto sorvegliato e in altri incandescente dal punto di vista drammaturgico, una contraddizione culturale prelevata da una storia vera. Danny Balint (il ventunenne Ryan Goshng di Remember the Titans) è un neo-nazista ed è anche ebreo. In lotta con le sue radici, con la sua fede, con le sue convinzioni, con l'idea di una malattia, di una disfunzione giudaica del mondo. Tra anima e ideologia. Il ragazzo è intelligente, brillante, colto e viene preso sotto l'ala protettiva (teorica e politica) di una coppia formata da Billy Zane e Theresa Russell. Fanatismo terroristico e riverenza religiosa, relazioni morbose e confusione, rabbia e timori antichissimi. L'eccellente protagonista interpreta tutte le lacerazioni dei personaggio e si confronta idealmente con Edward Norton di American History X e Tim Roth di Made in Britain. Dietro la macchina da presa fa il suo considerevole debutto Henry Bean, lo sceneggiatore di Affari sporchi e Nemico pubblico.
Da Film Tv, n. 7, 2002

11 maggio 2005
fame chimica
giovani


La storia di Fame Chimica è molto semplice: un giovane che scarica casse in un grande supermercato vive in un quartiere periferico di Milano. Qui la vita trascorre lenta, in piazza, tra spacciatori, delinquenti, nullafacenti ed extra-comunitari. Poi arriva lei e lui se ne innamora. Tra loro due lo "spacciatore" della piazza, l'amico con cui il nostro giovane protagonista è cresciuto. Tutto qui. Ma per nostra fortuna Fame Chimica non è soltanto questo, è un film dove la vicenda assume un ruolo marginale, la vera chiave di lettura, infatti, va ricercata nella situazione in cui è ambientata la storia.

Ci troviamo nel quartiere della Barona, estrema periferia sud di Milano. In questa realtà viene messa in scena una tipica guerra tra poveri ed emarginati: da una parte, gli sfaccendati figli di emigrati meridionali, ragazzi spenti che non riescono neanche ad assurgere al ruolo di nuovi vitelloni, persi come sono dietro ad una quotidianità fatta di piccole violenze, canne e pasticche, e senza nemmeno la prospettiva di un sogno, sia esso anche solo quello di andarsene da lì; dall'altra parte ci sono gli extracomunitari, forse le vere vittime della realtà di quartiere, disprezzati da tutti non riescono e non vogliono integrarsi. In mezzo, i "bravi cittadini", che riescono alla fine, grazie all'aiuto di un assessore fascistoide con i grido di battaglia "tolleranza zero", a far erigere la cancellata che avrebbe dovuto limitare lo spaccio e il degrado in piazza Gagarin. Questi finiranno poi per accorgersi (grazie ad una delle scene cardine di tutto il film) che quel nuovo "muro" uccide anche la loro libertà, che non serve a niente nascondere un malessere, un disagio stampato dentro l'anima delle persone con una semplice cancellata. Manuel e Claudio sono i due protagonisti, si conoscono dall'infanzia, un amicizia a prova di fascisti, poliziotti cagasotto o caporali e tradimenti del cuore.  I due sono stati ben presto costretti a cavarsela da soli nella dura realtà di periferia, sono ragazzi in gamba e molto maturi, ma come denunciano più volte durante il film, queste doti non servono a nulla nella vita : "progettualità zero, zero futuro e zero prospettive". Il loro modo di reagire alla triste realtà è molto diverso: Claudio appare intellettualmente molto attivo, ha un lavoro precario dove si sente sfruttato, frequenta i centri sociali, si ribella all'idea che per ognuno esiste una strada prestabilita a seconda della classe sociale a cui appartiene e pensa perciò che valga la pena correre dei rischi pur di trovare una via diversa; Manuel, invece, si è costruito un sistema di valori tutto suo che lo rende diverso dagli altri sfaccendati della piazza, vive spacciando e commettendo piccoli crimini con i quali riesce a rincorrere le classi benestanti, ad avere una vita fatta di lussi, di vestiti all'ultima moda e profumi da "bellafiga". Nelle loro vite irrompe una ragazza che, con il fascino enigmatico della ragazza controcorrente, finirà per catture l'attenzione e i cuori dei due amici. Maja, questo è il suo nome, è stata per molto tempo lontana dal quartiere (forse anche per questo appare più infantile rispetto ai due) ed ora che è ritornata, non vede l'ora di scappare a Londra per rifarsi una vita. Claudio, Manuel e Maja, anche se apparentemente molto diversi, risultano essere molto simili, infatti, non appartengono ormai più a nessun gruppo, sono individualisti ma nello stesso tempo bisognosi di affetto, di sentirsi importanti e percepiscono confusamente che qualcosa si può ancora cambiare senza fuggire dalle proprie responsabilità.

Probabilmente molti benpensanti non sanno nemmeno cosa sia la "fame chimica", bhè, è la sensazione di fame che ti assale dopo aver fumato marijuana. La Fame Chimica, invece, di cui si parla del film è il bisogno di ciò che non si ha, è una fame che, come dice lo Zulù (leader dei 99 posse), non si sazierà mai. Consiglio a tutti di venire al nostro cineforum dove Fame Chimica sarà proiettato, avrete la possibilità di guardare un film senza eroi, senza buoni, nè cattivi e che racconta le contraddizioni, le luci e le ombre di tutti i personaggi che ruotano intorno al microcosmo della periferia. Un film che tratta di droga, di sbandati, di falliti, di marocchini, di nazistelli, di centri sociali, di zecche, di tutto un mondo sconosciuto ai "bravi bambini" cresciuti nelle famiglie perbene, di una realtà che esiste e che ha un'anima ben precisa, l'anima dei suoi protagonisti.

Naza

25 maggio 2005
dottor stranamore
guerra

Piena guerra fredda. Lo psicopatico e guerrafondaio generale Jack Ripper, convinto di un imminente attacco atomico russo, ordina ai suoi bombardieri di sferrare l'offensiva.
Il presidente americano si mette in contatto con il premier russo mentre il pentagono assalta la base aerea del generale per costringerlo a rivelare il codice del contro-ordine alle truppe.
Gli eventi a questo punto precipitano e fa irruzione nella trama il dottor Stranamore, ex-scienziato nazista, ora consigliere che propone le sue assurde idee sulla selezione della popolazione in base a accurati criteri razzisti... Il richiamo funziona per tutti i bombardieri, tranne per uno che inesorabilmente continua il suo volo verso l'obiettivo... lo sgancio della bomba allerta tutti i meccanismi di difesa e di rappresaglia e su tutti i continenti è un susseguirsi di scoppi di bombe atomiche.

"... beffardo, lucidissimo, violento e tremendamente visionario. Bellissimo attacco alla follia atomica e al militarismo americano; non risparmiando nessuno Kubrick descrive sogghignando il meccanismo atroce in cui era inserito il mondo in quell'epoca... o magari anche adesso?...

Paul

Approfondimento