Utòpia è racconto a puntate proposto sottoforma di dialogo che è stato pubblicato sui primi sei numeri del
Tricheco news.
Si tratta di un viaggio immaginario in un mondo fantastico che offre parecchi
spunti di riflessione su alcuni principi che regolano la vita dell'uomo nella
società moderna. Non via anticipo altro... buona lettura!
Il giorno
M: Allora,ti muovi o no?
L: Mi sto muovendo!
"Che palle! Dai cento e vogliono duecento...Capitalisti... Ah, ma mi licenzierò prima o poi.. Non farò più una mazza!"
A: Si, ma come?
L: Eh? chi è che parla?
Ma qua in giro non c'è nessuno..
A: Per forza, mi puoi solo sentire
L: Anche le voci comincio a sentire.. Il lavoro fa proprio male
A: Stanotte verrò a cercarti, e ti farò vedere una cosa... addio
L: Si si, addio! Mi raccomando, non svegliarmi!
C: Ma sei rincoglionito?
A: Capo... Scusa, parlavo da solo
C: Va che la campana è suonata!
L: Non me ne ero accorto. Bene, a domani!
La notte
Che noia, non riesco a dormire...vediamo un po'... se conto le pecore magari...
L: Ehi!
A: Salve!
L: Ma dove sono? dov'è il letto? Chi sei tu?
A: Calma, calma...Mi presento, sono Anilo e ho il compito di guidarti alla scoperta di UTOPIA!
L: Uto che? Guarda che io non ho tempo di stare qua!
A: Non sei molto sveglio! Dietro di me ragazzo.. Seguimi e ascolta. Ti spiegherò tutto! E poi non sapresti dove andare!
L: Domani so che mi alzerò e non mi ricorderò di nulla! Solo un brutto sogno.
A: Non stai sognando. Tutto ciò che vedrai è assolutamente reale. Non apparteniamo al vostro mondo e non a molti è consentito entrarci. Sei fortunato ragazzo!
L: Tu sei pazzo! E sto impazzendo anche io che ti rispondo!
A: Fidati di me, tanto non puoi fare altro!
L: Mi sveglierò e mi troverò legato in un letto.. Lo sapevo che il lavoro mi avrebbe fatto male.
A: Dai ragazzo! Un po' in fretta che il viaggio è lungo!
L: Dovrei anche camminare adesso? Per i vostri ospiti non sono previsti mezzi di trasporto? Alla fine non vi costa tanto.. Visto che siamo in pochi ad avere l'onore di entrare nel vostro mondo!
A: "UTOPIA, si chiama UTOPIA! Risparmia il fiato ragazzo, il percorso è lungo! E poi noi non abbiamo soldi per pagare nessuno.
L: Siete senza un soldo?
A: Non esattamente ragazzo. Seguimi e capirai tutto!
L: Mi hai convinto! Tanto non ho null'altro da fare..
L: Signor Anilo, mi scusi, non vorrei diventare pesante...ma quanto manca ancora? Cammino cammino e non so ancora verso cosa..
A: Hai ragione ragazzo... E' una città molto particolare Utopia, se paragonata a una delle vostre. Tutto ciò che abbiamo e facciamo è mirato al soddisfacimento dei nostri bisogni. A Utopia si da importanza agli aspetti fondamentali della nostra esistenza: mangiare, dormire, "lavorare", ma allo stesso tempo non sottovalutiamo valori quali la socializzazione, il rispetto e soprattutto la libertà..
L: Aspetti un attimo, cosa vuole dire? Mi sta portando in un posto magico ma a me sembra un posto come gli altri...
A: Non dare conclusioni affrettate... Nel vostro mondo avete si la possibilità di fare molte cose, ma per la maggior parte sono frutto di circostanze; stringete amicizia con i vostri colleghi di lavoro, andate a bere il caffè con loro. Ma ad esempio con il vicino di casa lo fareste mai?
L: Non riesco a seguirti...
A: Quello che vorrei farti capire è che la vostra vita è fatta di compromessi con ciò che vi circonda... Se hai un buon reddito puoi fare qualunque cosa vuoi, se invece non hai un buon reddito sei costretto a scegliere.
L: Mi sembra una cosa normale, lo sanno tutti. Siamo noi a decidere cosa vogliamo fare o diventare!
A: Come darti torto ragazzo! Ma sei sicuro che le tue scelte non siano appunto dei compromessi? Tu pensi che potendo decidere cosa fare, senza se e senza ma, saresti come sei adesso?
L: Mi stai parlando di anarchia?
A: No! Qua non si fa quello che si vuole, si può scegliere.. E tutti abbiamo gli stessi diritti!
L: Cos'è Utòpia, la perfezione?
A: Non c'è nulla di perfetto. Presto capirai meglio ciò che ancora non riesci a capire.
L: Ho capito! Quanto manca?
A: Poco ragazzo. Guarda là, in quella direzione. La vedi?
L: Si, mi sembra una città normale.
A: E' come le altre, ma solo in apparenza. Coraggio, oramai ci siamo...
L: Non sto nella pelle...
A: Eccoci, ragazzo. Benvenuto a Utòpia. Cosa ne dici?
L: Non è male, signor Anilo. Mi aspettavo una città irreale. E' uguale a una delle nostre, ma più curata, pulita. E poi l'aria, quella è veramente un'altra cosa.
A: Vieni con me, ti farò vedere il centro di Utòpia. Tra l'altro oggi è giorno di scambio.. Forza, ti piacerà, ne sono sicuro!
L: Giorno di scambio?
A: Da voi è chiamato mercato, il luogo dove la gente trova tutto ciò di cui ha bisogno. Vuoi una mela? Sono buone!
L: Mi piacerebbe, posso prenderla?
A: Certo! Tieni!
L: Ma questo è rubare!
A: Ah Ah... Ma no! Come ti ho detto Utòpia è molto particolare e tu sei qua per imparare. Questa è la prima lezione!
L: Lezione?
A: Sì! Al termine del corso sarai un "utopista" doc. Dov'eravamo rimasti? Ah si, la prima lezione: L'economia di Utòpia.
L: Ma devo proprio?
A: Certo che devi! Non ti annoierò spiegandoti come siamo arrivati a ciò, ma devi sapere che a Utòpia l'economia è basata sul mero rapporto prestazione e servizi. Anche noi avevamo una specie di moneta, ma con il passare del tempo abbiamo capito che essa creava disuguaglianze. E' stato così così deciso che tutte le persone, indipendentemente dal proprio status sociale, avrebbero avuto gli stessi servizi. E' divenuto così superfluo l'uso del denaro.
L: Perchè? Non bastava rendere più equi e accessibili i costi di questi servizi?
A: La mela che hai appena mangiato, ti è piaciuta?
L: Beh...Sì...
A: E' diversa dalle vostre?
L: Mmmmm...No!
A: Come mai da voi ha un prezzo e da noi no? In fondo è identica.
L: Semplice. Il valore di questa mela è la somma dei costi dei processi produttivi necessari a realizzarla.
A: Ma le mele crescono sugli alberi... Gli alberi vivono con l'acqua e la luce, non con monete... Sbaglio?
L: No, ma le persone che si impegnano a produrre lo fanno perchè è l'unico modo per avere un compenso altrimenti non possono mangiare, avere una casa e via dicendo.
A: Aspetta! Non confondere l'uomo con la pianta. Ti ripeto: la pianta necessita solo di acqua e luce, Giusto?
L: Giusto!
A: Bene. Se rifletti un momento la cose che abbiamo scoperto, inventato, prodotto non sono piovute dal cielo ma sono frutto delle materie che la terra mette a nostra disposizione. E' l'uomo che decide di dare un prezzo a tutto ciò che ottiene. Non sembra, da questo punto di vista, una cosa un po' illogica?
L: Ragionando in modo sì. Nessuno si sognerebbe di lavorare gratis nel mio mondo.
A: Fatti un giretto. Pensa a quello che ti è stato detto e quando sei pronto inizieremo la seconda lezione.
L: Posso?
A: Vai, sfamati e dissetati. Noterai un sapore diverso, la mente fa cose strane, ragazzo. Ti fa preferire una cosa rispetto ad un'altra perchè costa meno e conviene. Qua non sei condizionato da questi pensieri, ma sceglierai in base ai tuoi gusti, nient'altro!
L: Credo mi piacerà Utòpia
L: Signor Anilo, mai e poi mai avrei pensato di vivere un'esperienza così strana. Non saprò mai se sia tutto un sogno, o ci sia qualcosa di concreto in ciò che sta succedendo.
A: Sono contento che ti piaccia Utopia, ragazzo.
L: Sono molto curioso di ascoltarla, voglio capire di più di questa città. Non riesco ancora a comprendere bene il lavoro senza compenso.
A: Bene. Iniziamo allora la seconda lezione. Partendo dal presupposto che tutti i cittadini hanno diritto alla gran parte dei servizi, e possono liberamente soddisfare i propri bisogni, la domanda viene spontanea: come è possibile garantire tutto questo, se il soldo, combustile dell'economia, non c'è?
L: E' questo che non riesco a capire. Per me il lavoro è l'unico modo per soddisfare, appunto, i miei bisogni. Qua invece c'è tutto, la gente lavora, ma senza soldi. Perchè?
A: Utopia nessuno "lavora". Tutti danno un contributo alla città, ma nessuno lo considera un lavoro. Medici, dottori, sono contenti di poter aiutare le persone, e non lo fanno per soldi, ma solo perchè credono in ciò che fanno. Abbiamo agricoltori contenti di lavorare la terra, non costretti a "miracoli" per rendere il proprio ortaggio vendibile nel mercato...
L: Operai, industrie, ne avete?
A: Fabbriche? Qualcuna dobbiamo averla per forza. Buonissima parte di essa è però automatizzata. Questa è stata una delle grosse scommesse che i nostri ricercatori hanno vinto.
L: In che senso?
A: Hanno di fatto sostituito l'uomo con la macchina, laddove la fase produttiva non meritasse l'uomo come suo artefice.
L: Eh?
A: Perchè un uomo, dotato di una ragione deve limitarsi a schiacciare tre bottoni? A questa stupida domanda noi abbiamo voluto dare una risposta. Grazie appunto ai nostri "cervelloni", le macchine industriali e tutti i processi produttivi non hanno bisogno dell'uomo, funzionano autonomamente.
L: Ho capito. Ma cosa succede se qualcuno non ha voglia di fare niente?
A: Viene punito.
L: Davvero? Non pensavo che a Utopia ci fossero punizioni, e quindi reati...
A: Ti ho già detto che qui non regna l'anarchia. Chi non svolge servizi è colpevole di non partecipare alla vita della città. Conosciamo le nostre leggi, e sappiamo a cosa andiamo incontro.
L: A che cosa andate incontro, se non vi dispiace?
A: Sei fortunato. Oggi è giornata di raccolta!
L: Giornata di raccolta? Ma non ha risposto alla mia domanda!
A: Stai tranquillo, ti dirò tutto quello che vuoi sapere. Ora vieni con me. Oggi è la giornata dei lamponi!
L: Vediamo se indovino. C'è una festa in cui tutto è base di lamponi, per festeggiare il buon raccolto e ringraziare madre natura.
A: Ma no! Tutti i cittadini sono invitati a partecipare alla raccolta dei lamponi nei nostri campi. La festa sarà questa sera. Coraggio, seguimi!
L: Sembra interessante. Va bene, ti seguo. Ma posso assaggiarli?
A: Si, ma cerca di non finirli!
L: Questa gita è tanto bella quanto piena di interrogativi. Com'è possibile mantenere questo equilibrio? Non ho ancora visto persone infelici. Cosa fate le nascondete?
A: Caro ragazzo, la tristezza e l'infelicità sono sentimenti a cui l'uomo non può sottrarsi. Si può invece lavorare con questi stati d'animo. Aiutare le persone infelici è fondamentale per noi.
L: Anche da noi capitano momenti in cui le persone sono felici, ma è un'atmosfera diversa rispetto a tutto ciò.
A: Forse perchè capita solo in momenti in cui la situazione lo consente, come feste, compleanni, amici...
L: Beh sì...
A: Ma una persona deve trovare la gioia in ogni istante della giornata. Solo in questo modo qualsiasi evento negativo può essere affrontato con il sorriso e quindi risolto.
L: Adesso comincio a capire
A: Bene, ora posso parlarti della quinta lezione riguardante il cosiddetto "crimine"
L: Mi intriga questa lezione...
A: Come già ti aspetterai di sentire ad Utòpia il "crimine" non esiste. Questo avviene molto semplicisticamente per le ragioni di cui ti parlavo prima, ovvero che qualsiasi persona felice risolve i propri problemi con facilità
L: Questo è chiaro
A: Quindi per i piccoli imprevisti quotidiani è la persona stessa ad occuparsene mentre per tutto ciò che noi stessi non siamo in grado di risolvere la comunità si affida ad esperti che come un detersivo rimuovono tutte le macchie, le sporcizie che affliggono l'interessato
L: E
se una persona ruba qualcosa o ancor peggio ne uccide un'altra?
A: Crimini
che nel vostro mondo sono all'ordine del giorno come furti, omicidi, rapimenti
ad Utòpia non possono esistere. Questo
perchè ad Utòpia
non serve a nulla rubare ed è inutile chiedere riscatti. Ad Utòpia poi non si
uccide. Devi sapere che
qualsiasi reato che si commette è
figlio di una devianza psicologica.
L: Non ho ben afferrato il concetto ...
A: Pensa
ad una pianta che infesta il tuo giardino. Il giardino è il paese, la pianta
infestante il crimine. Per far sì che essa non ci
rovini il nostro bel prato possiamo adottare due rimedi: tagliarla di frequente
nascondendo la sua presenza o estirparla
scrupolosamente e definitivamente.
L: Beh, si
A: Però estirparla ci costa molto più tempo e fatica rispetto a tagliarla quando dà fastidio. Giusto?
L: Sì
A: Per quanto assurdo ti possa sembrare, questa è la stessa cosa che succede ogni giorno nel vostro mondo: violi la legge? Sei punito tanto quanto il reato che hai commesso, sbaglio?
L: Mmmmmm No!
A: A Utòpia preferiamo estirpare le erbacce. Ci è costata fatica, molta, ma ora il nostro giardino è perfetto. Merito appunto dei nostri esperti che curano la devianza prima che si sviluppi in qualcosa di ben più grave. E' talmente semplice che temo sia totalmente incomprensibile alle vostre orecchie.
L: Mi sembra piùche altro un pensiero utopico<
A: Nel vostro mondo tutto ciò è impossibile. E'molto più facile togliere le erbacce. Le radici rimangono ma non si notano.
L: Tutto quello che mi ha detto è vero, ma sulla Terra questo non avverrà mai signor Anilo, mai.
A: Come darti torto ragazzo...
A: Bene ragazzo, siamo giunti alla fine del viaggio
L: Ma come signor Anilo!? Molte sono ancora le cose che ancora non ho visto. Ho moltissime domande da farle, voglio conoscere meglio Utòpia: la vita quotidiana, mangiare con voi, scherzare...
A: Il tuo posto è la terra, non Utòpia, non dimenticarlo. Hai visto come è organizzato il nostro mondo, cosa per noi è importante e cosa non lo è. Il tuo posto però non è tra noi.
L: Ho capito e non è giusto che insista, ma non posso tornare sulla Terra, mi attendono povertà, potere, ingiustizia! Io ... non ce la faccio!
A: Caro ragazzo, so che è difficile. Vorresti vivere in un luogo dove non esistono diversità, senza guerre o cattiverie del genere. Ma chi non lo vorrebbe? Devi però tornare a casa con la tua famiglia, dai tuoi amici. Ciò che loro ti sanno dare nemmeno Utòpia è in grado di pareggiarlo. I sentimenti sono il sale quotidiano e nessuno può farne a meno, nemmeno tu!
L: Credo che lei abbia ragione, signor Anilo. Mai rinuncerei all'affetto delle persone che mi vogliono bene.
A: Sono contento ...
L: Ma ... comincia a nevicare!!
A: E' normale in questa stagione
L: Ho un ultima domanda da farle, posso?
A: Certamente!
L: Utòpia è stato tutto un sogno o esiste davvero?
A: Utòpia è dentro di te, nasce e cresce con te. Fin da bambino nei tuoi pensieri c'era un mondo fantastico, pieno di caramelle e giocattoli dove ti rifugiavi quando eri arrabbiato.
L: Beh allora mi è venuto bene!
A: E' giunto il momento di salutarci.
L: Mi mancherà signor Anilo. Ma non farà male il viaggio di ritorno vero?
A: No, non ti preoccupare. Addio ragazzo
M: Oh, sveglia! Devi andare a lavorare!
L: Mmmmm, eh?!
M: Sta nevicando. Sbrigati che va spalata la neve!
L: Si mamma, ora mi alzo!
Lino